Gli occhi non si mascherano

Mancano pochi giorni ad una nuova trasferta, una nuova avventura e preparando i soliti bagagli mi rendo conto di come le priorità su cosa portare siano cambiate. Ed intanto ripenso al weekend passato a Belluno e le parole iniziano a fluire da sole. Finora sono stati pensieri confusi, senza dettagli, senza un’anima o una storia dietro.

Belluno è una cittadina raccolta, educata, silenziosa e lavoratrice e la gente del posto è sorridente, cordiale, non troppo espansiva ma ha dentro un calore umano molto presente e lo scenario che ci si apre davanti è da cartolina. La città è letteralmente circondata da una corona di monti dall’aspetto austero, imponente, che la abbracciano, quasi a proteggere l’intima familiarità dei piccoli centri. Il caldo non ci molla, quel caldo torrido che ci ha accompagnato nei quasi 600 km di autostrada è presente, pesante, brucia come una fiamma viva.

Il paddock è sparso, convulso di persone e auto, è un nuovo inizio anche se in ritardo e i ritmi frenetici che si dovranno avere per il resto della stagione costringono tutti a stringere i tempi, a recuperare quel tempo perso durante il lockdown. Si parla di setup, impostazioni, mescole, traiettorie, ci si confronta come al solito… ma non è come al solito. Le mascherine che negli ultimi mesi sono diventate parte integrante della nostra vita hanno modificato il modo di interagire. A volte si cede, la si toglie e il parlare diventa più intimo, sincero, il tono si voce si abbassa, si fa più caldo, più vero perchè si sorride, perchè la mimica facciale celata dietro quei lembi di tessuto ora può sfogarsi e rendere ai nostri visi quel meraviglioso approccio umano che la contraddistingue.

Il weekend scorre, sotto una palla di fuoco che non da tregua, che brucia agli occhi, che tira la pelle e la infiamma. Passaggi, incidenti, attese, notizie, tempi, telefonate, erba secca, acqua calda. Cose vissute decine di altre volte ma in questa occasione c’è un ospite inatteso che ha cambiato le carte in tavola in maniera netta.

Ormai siamo abituati a convivere col virus, a viverlo nell’ambito della nostra quotidianità, delle nostre piccole abitudini, delle solite facce e sembra siamo arrivati al punto di credere che ciò che conosciamo è immune e non ci fa paura. Ma nel paddock del Nevegal tutto era molto diverso, le aspettative che si avevano per questo nuovo inizio sono state in parte disattese. L’entusiamo che si percepiva sui social, nei messaggi e nelle telefonate è stato “annegato” dal sospetto, da questo continuo martellare dei media sui rischi, sulle distanze e il risultato è stato un ambiente desideroso di vicinanza, di contatto e calore umano ma sommesso dal timore.

Regole, su regole, a volte non applicate, ma che hanno scandito un fine settimana, tra molti saluti distanti e freddi, qualche fraterno e irrinunciabile abbraccio. Qualche regola è stata infranta ma le nostre vite, le vite da corsa vivono anche di questo, vivono di tutto ciò che ci rende fratelli anche a distanza, di tutto ciò che ci unisce nonostante le leggi cercano di “adeguare” alla situazione attuale, il nostro vivere.

Il virus, una mascherina, potranno limitarci ma credo che non annulleranno mai la nostra gioia. Perchè gli occhi non li potranno mai nascondere, niente e nessuno potrà farli smettere di brillare. Ed è questo che mi ha dato forza e fiducia. Bambini, anziani, meccanici, piloti, tutti, nessuno escluso, nell’epoca della distanza sociale sono più che mai uniti. Il cuore batte come fosse uno e negli occhi hanno la stessa luce, lo stesso risplendere forte e luminoso. Nonostante il caldo asfissiante e la mascherina che toglie il fiato la determinazione ha fatto si che centinaia di persone, da tutta Italia si ritrovassero li, su quel nastro d’asfalto, guidati da un’unica grande passione, nonostante i rischi, gli appelli e le restrizioni.

Cuore oltre l’ostacolo, occhi fissi sulla partenza.. con un’unico grande desiderio, che l’arrivo di questa gara molto importante sia il più bello e che ci liberi presto da tutto questo.

Tutto pronto per la prossima trasferta, perchè la voglia di esserci è immune dalle restrizioni…

 

P.S.: Per il resoconto fotografico del weekend bellunese clicca QUI  e magari metti un Like alla Pagina!!!

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